Branca R/S

deserto6

Sappiamo bene quanto la strada possa essere maestra, nelle relazioni, nella comprensione di sé, nella ricerca di Dio… La fatica che sperimentiamo con lo zaino sulle spalle è uno dei modi più efficaci per crescere come persone e come comunità. 

Anche se ora questa esperienza ci è preclusa conosciamo pienamente il valore che qualsiasi fatica può dischiudere. Anche ora ci sentiamo in cammino e riconosciamo l’opportunità di vivere anche questo tempo di “reclusione” come spazio di crescita, di educazione, di bellezza, di novità.

Ecco allora delle attenzioni che possiamo richiamare, valorizzare e proporre per continuare ad avere cura dei rover e delle scolte, consapevoli dei loro nuovi e immutati bisogni. Navigando potrete quindi raccogliere stimoli alla cura educativa per affiancare alla concretezza (con proposte che scaturiscono da una lettura dei bisogni di oggi), alcune proposte di attenzione alla dimensione spirituale e umana… per prepararci a ritornare sulla strada, quella vera!

leggi qui un approfondimento

Naviga attraverso le immagini

 

Come ci appare e cosa racconta la realtà intorno a noi

Vivere il deserto

Ricevo doni dal mare

Le stanze del quotidiano

Al di là del mare c’è qualcuno (arriva un segnale)

Cosa ho riconosciuto come essenziale?

Partenza per arrivare al di là del mare

Di nuovo sulla strada!

Questi giorni tra le mura di casa rappresentano, in qualche modo, un tempo di deserto vero: se da un lato può essere rassicurante continuare a coltivare responsabilità e interessi “di sempre” e proseguire percorsi già avviati, dall’altro occorre vivere in pienezza questo tempo.

La quotidianità si è trasformata e forse deformata: non sono solo gli spazi di movimento che si sono ristretti, ma anche quelli di relazione e quelli delle emozioni.

Per superare questo appiattimento diventa importante sapersi ritagliare degli spazi di deserto, per dare un nome ai sentimenti e rileggere i fatti puntuali delle nostre giornate da cui questi scaturiscono. E occorre proporlo con un certo stile, con una certa cadenza… per sapersi mettere alla Sua presenza.

#fanuovetuttelecose può quindi essere una proposta valida anche per i rover e le scolte per provare a leggere, proprio ora, proprio in questo momento, i segni della presenza di Dio nella nostra vita e nella nostra storia, anche attraverso i nostri sentimenti.  

I nuovi ritmi e contesti quotidiani di certo ancora carichi di proposte, responsabilità e opportunità richiedono oggi il riconoscimento di nuovi bisogni, spazi e modalità educative.

Il nostro “nuovo quotidiano” è un’occasione per riscoprire o curare alcuni ambiti. Sono diverse le “stanze” in cui potersi rifugiare, da scoprire e riscoprire: le relazioni, la famiglia, il servizio, la manualità e creatività, il gioco.

In questa pagina potrete trovare idee per attività, stimoli, proposte per valorizzare questo tempo prendendoci cura di diversi e “nuovi” aspetti del quotidiano.

Potete anche contribuire inviando le vostre esperienze, riflessioni, idee che ritroverete nel giardino della condivisione.

Vai alla pagina (clicca QUI)

La tensione verso il domani, verso un futuro in cui poter ritornare a vivere pienamente l’esperienza scout, non deve impedirci di far tesoro di ciò che questo tempo ci sta offrendo.

La straordinarietà di queste settimane, infatti, ci consente di far esperienza di essenzialità, aiutandoci a cogliere ciò a cui possiamo rinunciare e ciò che è fondante e realmente importante, proprio come quando selezioniamo attentamente l’equipaggiamento da mettere nello zaino prima di una route.

I sentimenti che oggi proviamo aiutano a interrogarsi su cosa, di ciò che oggi stiamo vivendo, vogliamo portarci nel domani e su cosa ci manca oggi e domani dovremo recuperare.

Ecco allora che potremmo scrivere una  lettera a noi stessi da consegnarci nel futuro.

La domanda è: “cosa lascio e cosa mi porto di questo tempo?”.

In fondo è come se fossimo chiamati a tenere pronto lo zaino sulla porta di casa, in vista di quando ci rimetteremo per strada.

Nello zaino ci vanno solo le cose davvero importanti. Cosa porterò con me una volta fuori?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi… E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi… E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?

La tensione verso il domani, verso un futuro in cui poter ritornare a vivere pienamente l’esperienza scout, non deve impedirci di far tesoro di ciò che questo tempo ci sta offrendo.

La straordinarietà di queste settimane, infatti, ci consente di far esperienza di essenzialità, aiutandoci a cogliere ciò a cui possiamo rinunciare e ciò che è fondante e realmente importante, proprio come quando selezioniamo attentamente l’equipaggiamento da mettere nello zaino prima di una route.

I sentimenti che oggi proviamo aiutano a interrogarsi su cosa, di ciò che oggi stiamo vivendo, vogliamo portarci nel domani e su cosa ci manca oggi e domani dovremo recuperare.

Ecco allora che potremmo scrivere una  lettera a noi stessi da consegnarci nel futuro.

La domanda è: “cosa lascio e cosa mi porto di questo tempo?”.

In fondo è come se fossimo chiamati a tenere pronto lo zaino sulla porta di casa, in vista di quando ci rimetteremo per strada.

Nello zaino ci vanno solo le cose davvero importanti. Cosa porterò con me una volta fuori?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi… E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?

I nuovi ritmi e contesti quotidiani di certo ancora carichi di proposte, responsabilità e opportunità richiedono oggi il riconoscimento di nuovi bisogni, spazi e modalità educative.

Il nostro “nuovo quotidiano” è un’occasione per riscoprire o curare alcuni ambiti. Sono diverse le “stanze” in cui potersi rifugiare, da scoprire e riscoprire: le relazioni, la famiglia, il servizio, la manualità e creatività, il gioco.

In questa pagina potrete trovare idee per attività, stimoli, proposte per valorizzare questo tempo prendendoci cura di diversi e “nuovi” aspetti del quotidiano.

Potete anche contribuire inviando le vostre esperienze, riflessioni, idee che ritroverete nel giardino della condivisione.

Vai alla pagina (clicca QUI)

La tensione verso il domani, verso un futuro in cui poter ritornare a vivere pienamente l’esperienza scout, non deve impedirci di far tesoro di ciò che questo tempo ci sta offrendo.

La straordinarietà di queste settimane, infatti, ci consente di far esperienza di essenzialità, aiutandoci a cogliere ciò a cui possiamo rinunciare e ciò che è fondante e realmente importante, proprio come quando selezioniamo attentamente l’equipaggiamento da mettere nello zaino prima di una route.

I sentimenti che oggi proviamo aiutano a interrogarsi su cosa, di ciò che oggi stiamo vivendo, vogliamo portarci nel domani e su cosa ci manca oggi e domani dovremo recuperare.

Ecco allora che potremmo scrivere una  lettera a noi stessi da consegnarci nel futuro.

La domanda è: “cosa lascio e cosa mi porto di questo tempo?”.

In fondo è come se fossimo chiamati a tenere pronto lo zaino sulla porta di casa, in vista di quando ci rimetteremo per strada.

Nello zaino ci vanno solo le cose davvero importanti. Cosa porterò con me una volta fuori?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi… E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?

Questi giorni tra le mura di casa rappresentano, in qualche modo, un tempo di deserto vero: se da un lato può essere rassicurante continuare a coltivare responsabilità e interessi “di sempre” e proseguire percorsi già avviati, dall’altro occorre vivere in pienezza questo tempo.

La quotidianità si è trasformata e forse deformata: non sono solo gli spazi di movimento che si sono ristretti, ma anche quelli di relazione e quelli delle emozioni.

Per superare questo appiattimento diventa importante sapersi ritagliare degli spazi di deserto, per dare un nome ai sentimenti e rileggere i fatti puntuali delle nostre giornate da cui questi scaturiscono. E occorre proporlo con un certo stile, con una certa cadenza… per sapersi mettere alla Sua presenza.

#fanuovetuttelecose può quindi essere una proposta valida anche per i rover e le scolte per provare a leggere, proprio ora, proprio in questo momento, i segni della presenza di Dio nella nostra vita e nella nostra storia, anche attraverso i nostri sentimenti.  

I nuovi ritmi e contesti quotidiani di certo ancora carichi di proposte, responsabilità e opportunità richiedono oggi il riconoscimento di nuovi bisogni, spazi e modalità educative.

Il nostro “nuovo quotidiano” è un’occasione per riscoprire o curare alcuni ambiti. Sono diverse le “stanze” in cui potersi rifugiare, da scoprire e riscoprire: le relazioni, la famiglia, il servizio, la manualità e creatività, il gioco.

In questa pagina potrete trovare idee per attività, stimoli, proposte per valorizzare questo tempo prendendoci cura di diversi e “nuovi” aspetti del quotidiano.

Potete anche contribuire inviando le vostre esperienze, riflessioni, idee che ritroverete nel giardino della condivisione.

Vai alla pagina (clicca QUI)

La tensione verso il domani, verso un futuro in cui poter ritornare a vivere pienamente l’esperienza scout, non deve impedirci di far tesoro di ciò che questo tempo ci sta offrendo.

La straordinarietà di queste settimane, infatti, ci consente di far esperienza di essenzialità, aiutandoci a cogliere ciò a cui possiamo rinunciare e ciò che è fondante e realmente importante, proprio come quando selezioniamo attentamente l’equipaggiamento da mettere nello zaino prima di una route.

I sentimenti che oggi proviamo aiutano a interrogarsi su cosa, di ciò che oggi stiamo vivendo, vogliamo portarci nel domani e su cosa ci manca oggi e domani dovremo recuperare.

Ecco allora che potremmo scrivere una  lettera a noi stessi da consegnarci nel futuro.

La domanda è: “cosa lascio e cosa mi porto di questo tempo?”.

In fondo è come se fossimo chiamati a tenere pronto lo zaino sulla porta di casa, in vista di quando ci rimetteremo per strada.

Nello zaino ci vanno solo le cose davvero importanti. Cosa porterò con me una volta fuori?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi… E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?