Branca R/S

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Sappiamo bene quanto la strada possa essere maestra, nelle relazioni, nella comprensione di sé, nella ricerca di Dio… La fatica che sperimentiamo con lo zaino sulle spalle è uno dei modi più efficaci per crescere come persone e come comunità. 

Anche se ora questa esperienza ci è preclusa conosciamo pienamente il valore che qualsiasi fatica può dischiudere. Anche ora ci sentiamo in cammino e riconosciamo l’opportunità di vivere anche questo tempo di “reclusione” come spazio di crescita, di educazione, di bellezza, di novità.

Ecco allora delle attenzioni che possiamo richiamare, valorizzare e proporre per continuare ad avere cura dei rover e delle scolte, consapevoli dei loro nuovi e immutati bisogni. Navigando potrete quindi raccogliere stimoli alla cura educativa per affiancare alla concretezza (con proposte che scaturiscono da una lettura dei bisogni di oggi), alcune proposte di attenzione alla dimensione spirituale e umana… per prepararci a ritornare sulla strada, quella vera!

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Come ci appare e cosa racconta la realtà intorno a noi

Vivere il deserto

Ricevo doni dal mare

Le stanze del quotidiano

Al di là del mare c’è qualcuno (arriva un segnale)

Cosa ho riconosciuto come essenziale?

Partenza per arrivare al di là del mare

Di nuovo sulla strada!

In questo tempo di isolamento la tecnologia è corsa in aiuto consentendo di continuare a vivere tutta una serie di spazi (di lavoro, studio, di vita comunitaria) in una  modalità “virtuale”. Si tratta di una risorsa preziosa attraverso cui abbiamo oggi la possibilità di mantenere contatti e portare avanti una serie di contesti importanti per la vita di ciascuno. 

A volte siamo però realmente sopraffatti da questa modalità, affaticati da numerose ore davanti a uno schermo, al telefono o in chat. Può essere quindi necessario attivare fantasia affinché la quotidianità non si limiti a uno schermo ma sia arricchita da  altri spunti, proposte, opportunità.

In questo tempo fuori dall’ordinario ci si accorge poi che alcune relazioni non possono essere date per scontato ma devono essere volute e cercate. La relazione con l’amico che incontravamo fuori dalla classe o in biblioteca non è più garantita dal contesto: per essere alimentata ha bisogno di uno sforzo di volontà ulteriore rispetto al solito. Oltre alle relazioni comunitarie questo tempo può quindi diventare occasione preziosa per coltivare relazioni “a due a due”, superando le dinamiche di gruppo e ricercando modalità di interazione verso un altro che riconosco speciale, importante o di cui desidero prendermi cura. Si tratta di un’attenzione che può avvenire tra coetanei o anche nella relazione capo-ragazzo. 

Questo vale anche per le relazioni che ciascuno vive nel proprio  servizio individuale  e, perché no, in quello comunitario. Non vi è più scadenza di incontro ma resta la possibilità di non perdere i legami, di coltivare anche a distanza segni, impegni, gesti di attenzione verso quel contesto a cui si è legati. E vi è la possibilità di scoprire bisogni nuovi a cui ci si può far prossimi anche in questo tempo di isolamento, pensando a persone sole, malate o attivandosi per un impegno concreto tra le mura domestiche… anche verso la propria famiglia. Possiamo riscoprire il senso ed il valore della buona azione: l’idea di un servizio che nasce dalle piccole cose, che ci rende utili giorno per giorno, che ci educa a uno stile di dono quotidiano. 

Un’attenzione particolare può essere riservata proprio alla famiglia, la comunità che ciascuno è chiamato a vivere in questo tempo speciale: se nel quotidiano la relazione con genitori, fratelli, nonni etc. era relegata allo “stretto necessario” oggi il contesto domestico richiede attenzioni maggiori ai bisogni di tutti, ricerca di un equilibrio nella coabitazione e nel rispetto di abitudini, spazi, tempi condivisi… ma può anche essere contesto inatteso di relazioni rinnovate, di dialogo, di incontro, di scambio, di gioco, di preghiera… 

Come sempre occorre dosare con sapienza l’attenzione alla concretezza e alla profondità, le proposte di introspezione e approfondimento e quelle “leggere” affinché questo tempo così particolare possa essere affrontato con lo stile che ci caratterizza, sorridendo e cantando anche nelle difficoltà. Ciascun capo, ne siamo certi, può riuscire in quest’impresa! Perché anche se oggi molti sperimentano un senso di inadeguatezza nell’affrontare questa condizione di vita così particolare, dall’altro ciascuno può fare molto per gli R/S e le comunità: facendo rete con altri educatori, mettendosi in ascolto e, soprattutto, partendo dall’amore e dall’attenzione sincera che muove il nostro servizio verso ciascuno di loro.

Quando questo tempo ci riporterà, gradualmente, a riappropriarci di spazi e modalità per noi note e familiari non potremo ignorare il carico di questi giorni per la vita di ciascun adulto e ragazzo: molte famiglie stanno vivendo e vivranno nuove difficoltà economiche, relazionali, organizzative; molte perone si troveranno ad accogliere la separazione dai propri cari defunti…

Non potremo di certo essere gli stessi di prima, nella fatica e nella bellezza che saprà dischiudersi nei nuovi passi, oltre la soglia. Anche allora, come adesso, dovremo interrogarci su come ripartire, su come ascoltare, abbracciare, accompagnare, facendo sì che per tutti i nostri R/S l’esperienza di noviziato e clan/fuoco possa essere strada in cui crescere, rafforzarsi e indirizzare con speranza nuovi passi di vita. Ancora e di nuovo.

Questi giorni tra le mura di casa rappresentano, in qualche modo, un tempo di deserto vero: se da un lato può essere rassicurante continuare a coltivare responsabilità e interessi “di sempre” e proseguire percorsi già avviati, dall'altro occorre vivere in pienezza questo tempo.

La quotidianità si è trasformata e forse deformata: non sono solo gli spazi di movimento che si sono ristretti, ma anche quelli di relazione e quelli delle emozioni.

Per superare questo appiattimento diventa importante sapersi ritagliare degli spazi di deserto, per dare un nome ai sentimenti e rileggere i fatti puntuali delle nostre giornate da cui questi scaturiscono. E occorre proporlo con un certo stile, con una certa cadenza… per sapersi mettere alla Sua presenza.

#fanuovetuttelecose può quindi essere una proposta valida anche per i rover e le scolte per provare a leggere, proprio ora, proprio in questo momento, i segni della presenza di Dio nella nostra vita e nella nostra storia, anche attraverso i nostri sentimenti.  

I nuovi ritmi e contesti quotidiani di certo ancora carichi di proposte, responsabilità e opportunità richiedono oggi il riconoscimento di nuovi bisogni, spazi e modalità educative.

Il nostro “nuovo quotidiano” è un’occasione per riscoprire o curare alcuni ambiti. Sono diverse le “stanze” in cui potersi rifugiare, da scoprire e riscoprire: le relazioni, la famiglia, il servizio, la manualità e creatività, il gioco.

In questa pagina potrete trovare idee per attività, stimoli, proposte per valorizzare questo tempo prendendoci cura di diversi e “nuovi” aspetti del quotidiano.

Potete anche contribuire inviando le vostre esperienze, riflessioni, idee che ritroverete nel giardino della condivisione.

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La tensione verso il domani, verso un futuro in cui poter ritornare a vivere pienamente l’esperienza scout, non deve impedirci di far tesoro di ciò che questo tempo ci sta offrendo.

La straordinarietà di queste settimane, infatti, ci consente di far esperienza di essenzialità, aiutandoci a cogliere ciò a cui possiamo rinunciare e ciò che è fondante e realmente importante, proprio come quando selezioniamo attentamente l’equipaggiamento da mettere nello zaino prima di una route.

I sentimenti che oggi proviamo aiutano a interrogarsi su cosa, di ciò che oggi stiamo vivendo, vogliamo portarci nel domani e su cosa ci manca oggi e domani dovremo recuperare.

Ecco allora che potremmo scrivere una  lettera a noi stessi da consegnarci nel futuro.

La domanda è: “cosa lascio e cosa mi porto di questo tempo?”.

In fondo è come se fossimo chiamati a tenere pronto lo zaino sulla porta di casa, in vista di quando ci rimetteremo per strada.

Nello zaino ci vanno solo le cose davvero importanti. Cosa porterò con me una volta fuori?

"Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi" (Atti 2,1-4).

Queste parole, a cui come Branca R/S ci sentiamo profondamente legati, appaiono oggi ancor più evocative in questo tempo e aprono alla prospettiva del domani per ciascuna delle nostre comunità R/S.

Verrà il tempo in cui ritrovarsi sarà occasione di festa, certamente; una festa che desidereremo vivere sulla strada, con lo zaino sulle spalle.  

Non potremo stare fermi: sarà urgente uscire, ritrovarsi e rimettersi in cammino.

Sulla strada torneremo a condividere e intrecciare le nostre storie. Torneremo a gioire insieme. Ma anche a curare le ferite che questo tempo avrà portato per alcuni di noi... E torneremo a incontrare luoghi e persone nuove da accogliere a loro volta.

Quali saranno le lingue nuove da parlare?

Quali gli incontri da fare?