Branca L/C

GIORDANO DEL FARO

Abbiamo immaginato un percorso “aperto”: non ci sono tempi determinati, ma tappe che vengono via via esplorate, vissute, attraversate e rievocate più volte e che non necessariamente si pongono in progressione successiva.

Propongono uno stile di ascolto, di narrazione e di restituzione del vissuto dei bambini e dei capi insieme in una dimensione simbolica da sperimentare nella comunità anche attraverso contatti tra i bambini.

Riteniamo importante assicurare ai bambini un riferimento simbolico che sostenga le esperienze.

Lo spunto “fantastico” proposto in questo percorso è tratto dal libro “Giordano del faro” scritto da Janna Carioli e illustrato da Marina Marcolin, Edizioni Lapis

Tale sfondo narrativo non è vincolante, ma solo un esempio e può essere sostituito da altri racconti.

Tra questi, ovviamente, gli Ambienti Giungla e Bosco dei quali rimane intatta la forza della dimensione simbolica.

Ripercorri le tappe del percorso!

“A lui la nebbia sembrava una magia…”

“Erano amici e si facevano regali…”

“Sono io Paloma!”

“Ti aspetto qui!”

La linea blu dell’orizzonte: orientare la relazione

Gli approfondimenti che trovate nei video sono tratti da un incontro con Monica Guerra sul tema dell’esplorazione ambientale.

Messaggi in bottiglia (contributi e riflessioni sul metodo)

Clicca sulla bottiglia per aprire il messaggio

I testi e le immagini riprodotte in questo sito sono tratte dall’opera “Giordano del Faro” di Janna Carioli, illustrata da Marina Marcolin, Edizioni Lapis (C.F. 05073091000), Lapis snc di Rosaria Punzi e C., via Francesco Ferrara, 00191 Roma.
Testi e immagini sono utilizzati, ex art. 70 L. 633/41, ad esclusivi fini di insegnamento ed educativi, con finalità illustrative e non commerciali.
È in ogni caso proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, senza espresso permesso scritto delle autrici e dell’editore.
 Tutti i contenuti (testi, immagini, grafica, layout ecc.) presenti in questo sito Internet appartengono ai rispettivi proprietari.

Io ti “chiamo” – tu mi rispondi ed io accolgo – insieme facciamo risuonare. 

Narrazione di sé – accoglienza – scouting (osservare attraverso i sensi e con il cuore).  

PER I RAGAZZI

Aiutare i ragazzi a rileggere la realtà che stanno vivendo: la mia casa e il suo aspetto… i suoi “segreti”, le persone intorno a me, le mie e le loro emozioni e “stati d’animo“.  

Chi e cosa mi manca?  

Che cosa sento? 

L'ATTENZIONE DEI CAPI

Saper leggere il tempo e la realtà che stiamo vivendo. 

Vivere la dimensione dell’accoglienza e dell’ascolto di quello che il ragazzo vive e “farla risuonare”. 

Ricevo qualcosa da fuori e ciò che mi sta intorno può trasformarsi in qualcosa di nuovo. 

Creatività - gratuità. 

PER I RAGAZZI  

Provare a raccontare cosa la realtà mi regala. Questo che vivo è un tempo nuovo, diverso. A volte divertente, a volte noioso, a volte mi fa paura. 

Come vivo, come l’affronto, come lo gioco?  

Quali occasioni mi offre? 

(scoperta di un tempo e di uno spazio diverso e nuovo – casa è quella di tutti i giorni, ma oggi è diversa perché io “provo a capire cosa il mare mi regala”). 

In che modo posso vivere il servizio e la buona azione?

L'ATTENZIONE DEI CAPI 

Riflettere su una modalità per riscoprire la ritualità e i simboli della comunità “a distanza”. 

Rimettere in gioco strumenti il quaderno di caccia/volo dove poter “appuntare” pensieri, storie… raccogliere anche qualunque tipo di oggetto che rimandi ad un’esperienza vissuta che è importante ricordare. 

Aiutare i ragazzi a riconoscere le opportunità da cogliere nel contesto attuale. Identificare occasioni per condividere gli elementi che ci fanno rimanere comunità, anche lontani.

Stimolare la creatività e la manualità “fatta in casa” (non solo scoutismo “on line”).

Uscire dagli schemi e prepararsi per il dopo.

Attenzioni: gesti, ritualità, legami tra i ragazzi…

PER I RAGAZZI

Aspettative, domande, curiosità verso quello che mi aspetta.  

Allo stesso tempo può essere utile riflettere su chi sono adesso. 

Scrivere una cartolina a me stesso: ricordare quello che ho vissuto, chi sono diventato, le mie abitudini, le mie idee nuove, come sono cambiato, se sto cambiando. Mi rileggo e mi proietto verso un tempo nuovo per tutti. 

Es: in questi giorni cosa faccio? Indosso sempre il pigiama, non metto mai le scarpe, ho messo il fazzolettone e il cappellino ed “ho giocato alla riunione di B/C”, oppure ho partecipato alla riunione di reparto, di Squadriglia o di noviziato/clan? Sono più alto, ho i capelli più lunghi…? 

Come mi preparo ad accogliere e trovare chi mi aspetta fuori – io come reagisco a questi input? 

Cosa ho riconosciuto essere essenziale per il mio vivere ? 

L'ATTENZIONE DEI CAPI

Anche l’adulto è chiamato a rileggersi in questa nuova realtà e a trovare uno sguardo ed un orizzonte educativo diverso da quello pensato “prima”: come mi preparo e come mi vedo in questo orizzonte di “ritorno”.  

Mi preparo a rileggere i nuovi bisogni educativi dei ragazzi che accompagno.

PER I RAGAZZI

Ognuno raccoglie quello che siamo stati e lo porta “qui”, ci raccontiamo e ricostruiamo la nostra nuova comunità “rinnovata” – cosa voglio portare di importante e bello nella nuova comunità. (scrittura collettiva).

Esplorare il nuovo mondo: individuiamo insieme le prime occasioni di avventura e vita all’aria aperta che potremmo vivere. 

Ci rimettiamo per strada, chi vogliamo incontrare? Cosa vogliamo vedere? 

L'ATTENZIONE DEI CAPI

Condivisione dello spazio di potere: lasciare spazio ai ragazzi di raccontare e raccontarsi. Non è tempo di riprendere quello che avevamo programmato e non sommergere di attività i ragazzi. Piuttosto è tempo di preparare questo spazio da condividere, donare tempi e luoghi per ricostruire la comunità e accogliere il ragazzo e l’adulto che siamo "ora" nel “dopo”. 

Occasione per rileggere, rivalutare e rinnovare lo stile di stare insieme. 

Favorire le occasioni di avventura e vita all'aria aperta: la natura da cui ci siamo dovuti “difendere” torna ad essere luogo privilegiato anche per l’incontro con Dio. 

Guarda il video: clicca qui

Il quotidiano è qualcosa da non perdere: che sia fuori della porta o dentro di noi. Occorre cercare, giorno dopo giorno, lì dove siamo, e lasciar tempo alle esperienze di maturare e svilupparsi.

Guarda il video per approfondire: clicca qui

 

Osservare e documentare le esperienze di ricerca dei bambini per dare valore a quello che fanno; in questo modo siamo, come adulti, una presenza sensibile ed interessata, non intrusiva.

Guarda il video per approfondire: clicca qui.

Se la cornice riesce ad essere più flessibile, ossia se l'adulto riesce a condividere spazi, ci sono più margini per fare emergere le capacità dei bambini.

Guarda il video per approfondire: clicca qui

Ogni ambiente ha il proprio potenziale da mantenere vivo e originale.
Resistiamo alla tentazione di replicare i medesimi modi in contesti diversi.

Guarda il video per approfondire: clicca qui

Saper conoscere il mondo da esploratori è una competenza di ricerca: posso comprendere qual è il mio posto, cosa posso ricevere, cosa posso dare attraverso buone domande che mi guidano.

Guarda il video per approfondire: clicca qui

Ci sono esperienze che, nell'immediato, possono sembrare inutili.
Ma poi si rivelano trasformative perché incidono nel profondo.

Guarda il video per approfondire: clicca qui.

Restituire un’esperienza è una valida alternativa alla verifica.
Non valuto le persone, ma condivido quello che è successo per ripartire da lì e andare avanti.

 

Guarda il video per approfondire: clicca qui.

Guarda il video: clicca qui.

Monica Guerra

Monica Guerra, pedagogista, è ricercatrice e docente presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano-Bicocca. Interessata al ruolo della scuola come veicolo di cambiamento, si occupa in particolare di modelli di innovazione scolastica e di contesti di apprendimento in e outdoor. È direttrice scientifica della rivista Bambini e presidente fondatrice dell’associazione culturale Bambini e Natura.